UN BORGO ANTICHISSIMO DALLA STORIA PLURIMILLENARIA: ALBENGA
Provenendo dal mare, per giungere al centro storico si attraversa il verde viale che fiancheggia le nobili ville immerse in giardini fioriti di fine '800.
Si viene poi avvolti  dalla dolce penombra degli antichi palazzi del '500 e le vecchie case, lungo gli stretti vicoli e caruggi come in un abbraccio.
Ci si trova in un borgo antichissimo, dalla storia plurimillenaria, le cui pietre ad ogni passo parlano e raccontano storie su storie..., a partire dagli antichi Liguri Ingauni e poi i Romani, i Longobardi, gli Svevi, i pirati Saraceni che ne invadevano le coste...Infatti durante  scavi e ristrutturazioni nel tempo sono rinvenuti reperti romani e paleocristiani, che oggi giacciono raccolti ed esposti al pubblico, come si può notare vicino al Battistero.
L'abbraccio di Albenga si apre subito nella luce della bella piazza S.Michele con la luminosa cattedrale, S.Michele Arcangelo. 
la cattedrale S.Michele Arcangelo
S.Maria in Fontibus
Questa, insieme alla vicina S.Maria in Fontibus, il Battistero e il Museo Diocesano ospitato nell'ex-palazzo Vescovile, costituisce l'assetto architettonico più importante del borgo. Si incontra per prima S.Maria in Fontibus, dalla bella facciata in marmo bianco e nero, originaria del 1098, ma ristrutturata nel 1600. Al suo interno si trova un piccolo organo, che fu costruito da un organaro di scuola ligure nel corso del XVII° sec., e restaurato nel 1997 dai fratelli Carrara. Tra le opere seicentesche vi sono una bella statua in marmo della Vergine Maria e un crocifisso ligneo. A fianco è la bella cattedrale di S.Michele Arcangelo, il cui edificio primitivo risale all'epoca in cui fu costruita la città per volontà di Costanzo, tra il IV°sec. e il V°sec.d. C., nel cuore dell'antico centro romano risalente al I°sec.a.C. Successive ricostruzioni  avvennero circa nella seconda metà del XII° sec. Una leggenda narra che lungo la strada che va da Albenga ad Alassio vivesase un serpente che uccideva chi incontrava. Allora gli abitanti di Albenga pregarono S.Michele Arcangelo durante una processione, perchè uccidesse
il serpente. Nella notte videro un bagliore di luce provenire dal cielo verso la strada e quando accorsero trovarono il serpente morto.Da qui la dedica della chiesa a S.Michele Arcangelo. L'interno della basilica, ripulito dagli elementi barocchi, appare nel puro stile originario . Nella navata destra si trova un'edicola del 1456 con alcuni affreschi del pittore detto il Palcalino. Altri dipinti quattrocenteschi si possono ammirare un po' ovunque, tra cui il Martirio di S.Caterina d'Alessandria di Guido Reni e S.Giovanni Battista, che di recente è stato attribuito allo stesso Caravaggio da Vittorio Sgarbi.Accanto si può accedere al Battistero e al palazzo Vecchio del Comune.
il Battistero
Il Battistero rappresenta un magnifico esempio dell'architettura paleocristiana del V°secolo.
Di notevole interesse è il magnifico mosaico ricco di significati cristologici e trinitari, tra i più importanti del nord Italia, paragonabile a quelli di Ravenna.
Il monogramma formato da cerchi concentrici rappresenta il Cristo nell'Alfa e l'Omega, le due lettere dell'alfabeto greco che indicano l'inizio e la fine di tutto, mentre le colombe tutt'intorno raffigurano i dodici apostoli.
Ai due lati poi si trovano l'antico fonte battesimale del Cinquecento e la primitiva vasca ad immersione.
Aggirando il Battistero, sul retro si incontra il Palazzo dei Vescovi che ospita il Museo Diocesano. Qui si trovano opere che vanno dagli antichi reperti del V-VI°sec.fino al 1700.
Le più interessanti sono gli affreschi della Cappella, in particolare nelle lunette con le storie della Vergine di cui fa parte l'Adorazione dei Magi, sullo sfondo del borgo di Albenga circondato dalle mura del 1400.
Proseguendo lungo il vicolo che fiancheggia il Battistero,
palazzo in piazzetta dei Leoni
all'ombra della cattedrale, si arriva nella raccolta piazzetta dei Leoni, appartata e silenziosa, dove il tempo pare essersi fermato.
I palazzi si distinguono per le belle finestre a bifore divise da colonnine, e le alte torri appartenenti alle famiglie nobili e potenti della città. 
Passeggiando per Albenga molti sono i palazzi antichi che si incontrano, come pal.Peloso-Cepolla, dalla bella facciata e torre medioevale, che si affaccia sulla piazza S.Michele col museo Navale, in cui si possono ammirare mille anfore romane , che furono ritrovate tra i resti di una nave  del I° sec. a.C. in fondo al mare di Albenga. Tra i palazzi più belli sono anche pal. Ricci e pal. D'Aste  del 1600, che oggi ospitano uffici del comune, e accolgono il visitatore con  un magnifico monumentale scalone e opere d'arte al primo piano, mentre al pian terreno si possono vedere alcuni reperti antichi rinvenuti in degli scavi.
il paesaggio sul fiume Centa
Palazzo col Rist.Le Anfore
Alcune torri
Infine se si vuole arrivare alle mura, oltre il vicolo a volte che abbraccia il visitatore nella sua ombra, si  apre il paesaggio sul fiume Centa, tra il verde della collina e le acque sorvolate dai candidi gabbiani, nell'azzurro...
Per mangiare: al Rist.Le Anfore, nella centrale via Ricci, si possono gustare, senza spendere molto, specialità liguri come le buonissime trofie al pesto, (molto abbondanti) o i classici spaghetti alle vongole verdi, entrambi ottimi.
Si può mangiare dentro o fuori, all'ombra di  un suggestivo caruggio...
Testo e foto di Grazia Paganuzzi

© 2018 by Grazia Paganuzzi - Proudly created with Wix.com

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now