ALCUNI MIRABILI ASPETTI DELLA BELLA FIRENZE 
Firenze la bella, Firenze la nobile, Firenze la città d'arte per eccellenza, dall'immenso patrimonio artistico, simbolo incontrastato della bellezza italica. Innumerevoli  sono i suoi tesori, ecco alcuni tra i più notevoli e mirabili capolavori....
S.Maria del Fiore
"...la chiesa S.Maria del Fiore di Fiorenza. La quale fu... ... di pietre forti squadrate...lavorata, e di fuori marmi bianchi e neri rossi incrostata..." ( da "Le Vite..." di Giorgio Vasari).
Stupenda, imponente, S.Maria del Fiore, il Duomo di Firenze, è la terza chiesa del mondo e la più grande d'Europa. 
La magnifica facciata in marmi policromi bianchi, neri e rosa, fu creata in stile neogotico nel XIX° sec. Su progetto di Arnolfo da Cambio, invece, a partire dal 1302,  fu costruita la chiesa e il suo interno, a tre ampie navate che confluiscono nel coro, dove si trova l'altare maggiore.: su questo fu poi 
S.Maria del Fiore
innestata la maestosa cupola, la più grande del mondo, a cui lavorò Brunelleschi.
Le tre ampie porte sono decorate con scene di vita della Madonna, mentre al di sopra si distinguono delle lunette a mosaico. La più famosa è la Porta della Balla( a nord), così chiamata  per la sua originaria apertura sulle mura in via dei Servi (Borgo della Balla), dove un tempo risiedevano i Tiratori dell'Arte della Lana. Magnifico è poi il  bassorilievo sul frontone del Portone Centrale , con "Maria in trono con uno scettro a fiori". Le finestre furono decorate dai principali artisti del tempo, come Donatello (L'Incoronazione della Vergine") e Paolo Uccello (La Natività e La Resurrezione).Sulla controfacciata l'Orologio 
Firenze dall'alto
Italico è contraddistinto dalle teste degli Evangelisti, affrescate pure da Paolo Uccello. 
Appena si entra in S.Maria del Fiore si rimane subito colpiti dai mirabili mosaici sul pavimento. Sollevando lo sguardo si resta col fiato sospeso, ammirando gli  stupendi affreschi del Vasari sulla Cupola. A questi si aggiungono i dipinti dei monumenti equestri  di John Hawkwood di Paolo Uccello, quello di Niccolò Tolentino, di Andrea da Castagno, e "Dante davanti alla città di Firenze", in realtà una vista della città del 1465, un secolo dopo .
Sconfinato e a perdita d'occhio, infine, è il panorama di Firenze che si abbraccia dalla cima della Cupola...
S.Croce
La più grande basilica francescana è S.Croce.
Dotata di un immenso patrimonio artistico, ospita le personalità più importanti della storia di Firenze, primo fra tutti Michelangelo, per  proseguire con Galileo Galilei, Macchiavelli, Rossini...
Le sue origini risalgono al 1212, ai tempi di S.Francesco D'Assisi, ma la sua costruzione iniziò nel 1294, anche se la bella facciata in marmo policromo fu aggiunta nel 1863, grazie a sir Francis Sloane, che la finanziò. Il suo campanile, che si trova all'interno di un chiostro, è alto più di 78 metri.
S.Croce ospita 16 cappelle, che secondo l'usanza, nei secoli passati, si facevano costruire  le famiglie abbienti, abbellite da decorazioni, dedicandole ad un santo, con l'obiettivo di riconciliarsi-infatti spesso le famiglie più potenti erano in lotta tra loro-oppure per chiedere perdono dei loro peccati.
Incantevole è il presbiterio dietro l'altare, con un magnifico ciclo di affreschi del 1300, di Taddeo Gaddi, che narra la Leggenda della Vera Croce: secondo questa il legno del Giardino dell'Eden sarebbe divenuto la croce di Gesù...
S.Croce
Gli affreschi narrano anche le storie dei santi  dell'epoca, un vero capolavoro che va letto dall'alto verso il basso. Tra le cappelle più note troviamo la cappella Bardi, che ospita lo stupendo Crocifisso di Donatello, la cappella Baroncelli con gli affreschi sulla vita della Vergine, di T.Gaddi: il nome della famiglia ricorda gli autori della Congiura dei Pazzi, in cui venne assassinato Giuliano De' Medici, la Capp. Peruzzi, di una potente famiglia di banchieri, dedicata a S.Giovanni Battista e a S.Giovanni Evangelista, dipinti da Giotto tra il 1317 e il 1320, la Capp.Bardi con affreschi ancora di Giotto e la Capp.Pazzi.
Tre silenziosi chiostri fanno da cornice a S. Croce, i due più noti, il chiostro di Arnolfo, dalle ampie ariose arcate, che ospita delle tombe, costruito da Arnolfo di Cambio, e il Primo Chiostro, realizzato da Brunelleschi, decorato con rosoni in terracotta vitrea, ad opera di Luca Della Robbia. Interessante è  la Tomba di Michelangelo, dove si trovano le tre statue allegoriche, che ne rappresentano la vita artistica: la Pittura, la Scultura e l'Architettura, tutte in lutto. Anche se Michelangelo morì a Roma, i suoi cari e seguaci ne rubarono le spoglie per portarle a Firenze. Non poteva mancare, infine, un Monumento Funebre a Dante Alighieri,che in realtà fu sepolto a Ravenna, non essendo mai ritornato a Firenze, dopo essere stato esiliato per le sue idee politiche.
Palazzo Vecchio
Palazzo Vecchio, dalla cima merlata e l'alta  torre, come una vera fortezza domina piazza della Signoria a Firenze. Oggi è sede del Comune, ma un tempo era chiamato "Palazzo della Signoria".
Nel Cinquecento il duca Cosimo I° de'Medici lo trasformò nella sua residenza, ovvero in Palazzo Ducale, fino a quando si trasferì in Pal. Pitti, chiamando il primo col nome che porta ancora oggi. Dal 1865 al 1871 ospitò invece il Parlamento del Regno d'Italia.
Al suo interno, oltre ad un museo si trovano le magnifiche sale affrescate da artisti come Giorgio Vasari e Ghirlandaio, ed opere di Michelangelo, Donatello, Verrocchio. La sua torre, detta di Arnolfo ( da Arnolfo da Cambio che la progettò insieme al palazzo), è uno dei simboli più famosi di Firenze. L'edificio originario doveva ospitare il Consiglio della repubblica di Firenze, ovvero i Priori, membri delle Arti Fiorentine. Una scala segreta serviva per fuggire di nascosto in situazioni di emergenza, ma al suo  interno si trovano anche
Palazzo Vecchio
magnifiche sale ed appartamenti privati in stile rinascimentale. Il più importante e maestoso è il Salone dei Cinquecento, dove si trovano opere di Michelangelo, Vasari Bandinelli... Stupendi sono i suoi soffitti a cassonetto, mentre le due opere più imponenti, realizzate da Michelangelo e Leonardo da Vinci, rappresentano due tra le più importanti battaglie in cui la Repubblica di Firenze uscì vittoriosa, la Battaglia di Anghiari e la Battaglia di Cascina, che purtroppo non furono portate a termine.
Cosimo De' Medici e la moglie Eleonora Toledo, quando lo scelsero come residenza, vi fecero costruire e decorare innumerevoli stanze, cortili e luminose terrazze.
Nei Quartieri Monumentali vi sono le Sale degli  Elementi, le Stanze della Duchessa e la Cappella Privata di Agnolo Bronzino. Qui sorse il Corridoio Vasariano. All'interno delle sale  cinquecentesche si snodano i Percorsi Segreti, che attraversavano i Medici per raggiungere lo studiolo di Francesco I°, rivestito di pannelli affrescati che nascondono armadi e porte nascoste...Si possono visitare anche il tesoretto di Cosimo I° e i Camminamenti  al di sopra del  Soffitto del Salone dei Cinquecento, una vera e propria opera di ingegneria rinascimentale.
Al secondo piano si vede la "Mappa Mundi", la cartina più grande dell'epoca.
In cima alla torre poi si raggiungono i Camminamenti di Ronda, da cui lo sguardo si perde sui tetti di Firenze,i campanili,  i verdi giardini e  i luminosi riflessi dell'Arno...
Ponte Vecchio
Nelle acque dell'Arno si specchia con tutte le sue botteghe multicolori, ponti ed archi ,Ponte Vecchio, il più antico di Firenze e il più suggestivo. Le sue origini sono romane, ma quello che vediamo risale al 1345.
Nei secoli passati era il ponte dei Macellai e Verdurai, che qui erano stati trasferiti per eliminare gli odori e mantenere la pulizia nelle vie del centro. Tuttavia in seguito furono sostituiti da orafi e artigiani, mentre al centro  si trova il busto di Benvenuto Cellini,  il più grande orafo di Firenze.
Il ponte è costituito da tre vie di passaggio ad arco ribassato,, fiancheggiate da due file di botteghe artigiane.Delle quattro torri originarie  ne è rimasta una, la torre dei
Ponte Vecchio
 Mannelli. Grazie a Giorgio Vasari, nel 1565, sorse il Corridoio Vasariano, che collegava Pal. Vecchio, il centro politico e amministrativo, con Pal.Pitti, la nuova residenza dei Medici. Il Corridoio, di circa un chilometro, partendo da Pal. Vecchio, attraversava la Galleria degli Uffizi, per proseguire lungo le botteghe del ponte e poi sulla riva sinistra  dell'Arno, raggiungendo infine Pal.Pitti. Nel 1945, nei giorni della Liberazione, era il solo modo di attraversare la città da nord a sud. 
Ponte Vecchio rischiò più volte di essere distrutto, ma sopravvisse sempre.  Durante la Seconda Guerra Mondiale nel 1944 fu l'unico ponte che venne risparmiato dai Tedeschi,  ma si salvò anche dalla tragica alluvione del 1966.
Oggi attraversare Ponte Vecchio,  fiancheggiando le botteghe, e affacciarsi alla vista della città sul fiume è  un passaggio obbligato, soprattutto quando si accendono le luci della sera, chiudono le botteghe e nel vecchio ponte sembrano ritornare i secoli passati...
Testo di Grazia Paganuzzi
Foto di Anna Mattamira

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