Una storia degli anni '30 nel cuore di Milano: villa Necchi Campiglio
Quando si entra nel silenzio del verde giardino di villa Necchi Campiglio, il tempo torna rapidamente indietro ad un'epoca lontana.Ci ritroviamo nel periodo dorato degli anni '30, in cui l'alta società milanese conduceva una vita particolarmente elegante e sfarzosa.
Proprio intorno al 1935 l'industriale Angelo Necchi e la moglie Gigina con la sorella Edda Campiglio decisero di comprare un terreno coltivato vicino a via Vivaio, oggi in peno centro, dietro a corso Monforte. Qui vi fecero costruire una villa, affidando il progetto a Piero Portaluppi, architetto innovativo che costruì il sagrato del Duomo e la 
Villa Necchi Campiglio con la piscina
salotto con finestra divisoria
casa degli Atellani, per citare solo alcune delle sue opere. Tuttavia l'impostazione di Portaluppi, particolarmente squadrata ed essenziale, non convinse completamente i proprietari che, dopo la guerra, decisero di affidare un nuovo mandato a Tommaso Buzzi, che cambiò lo stile precedente, inserendo arredi prevalentemente in stile '700.
Questa storia ha fatto di villa Necchi quello  che appare oggi: una antica residenza che ci riporta indietro nel tempo, ma con alcuni tocchi di modernità, una fusione di antico con alcuni aspetti innovativi, che le donano la calda e accogliente atmosfera di un tempo che fu, rendendola però anche originale e unica nel suo genere.
A tutto ciò si aggiungono anche alcune interessanti note artistiche come le opere d'arte di Canaletto, Tiepolo, Morandi, Sironi...
Dal giardino, dove domina lo scenario un'elegante piscina anni'30, si accede  nell'atrio, che si presenta scenografico per il bel scalone in legno di radica e il tavolo squadrato  del Portaluppi a sinistra, mentre i putti che reggono i candelabri appartengono allo stile del Settecento.
Sulla sinistra si entra nella sala biblioteca, dove pare di vedere Angelo Necchi seduto alla sua scrivania o ad un tavolo da gioco con amici, mentre nel salotto in velluto accanto, Gigina e la sorella Edda conversano con delle amiche... Nel muro soprastante un divano, una finestra rettangolare 
il tavolo della veranda
con una vetrata lo divide  dal salone della stanza a fianco, riarredato in stile classico da Buzzi. Da lì la vista abbraccia il verde attraverso la finestra del giardino, idea, questa, particolarmente innovativa di Portaluppi. Su una piccola scrivania si notano le foto dei Necchi e dei loro ospiti più illustri, tra cui i principi di Savoia. Risalta la bellezza della veranda, pure immersa nel verde, contraddistinta dal tavolo squadrato in marmo blu simile a quello dell'entrata di Portaluppi. Si passa poi al primo piano dove su un grande salone si affacciano le eleganti camere da letto, in particolare quella dei coniugi Necchi,, riarredata da Buzzi, contraddistinta da una rientranza a forma di palcoscenico con la tenda 
con una vetrata lo divide dal salone a fianco, riarredato in stile classico da Buzzi. Da lì la vista abbraccia, attraverso un'altra finestra, il giardino, idea, questa particolarmente innovativa di Portaluppi. Su una piccola scrivania si notano i ritratti dei signori Necchi e degli ospiti più illustri, tra cui i principi Savoia. Da qui si passa nella veranda affacciata sul verde grazie ad un'altra vetrata rettangolare, con davanti un lungo tavolo in marmo blu squadrato di Portaluppi. Si sale poi al primo piano dove su un grande salone si affacciano le eleganti camere da letto, in particolare quella dei coniugi Necchi, riarredata da Buzzi, con una rientranza a forma di palcoscenico, e le riloghe nello stile '700.
la camera da letto dei coniugi Necchi
Magnifici sono i  bagni in marmo con  la doccia sopraelevata e una scenografica vasca con specchio in cui si riflettono i due lavandini di fronte. Nelle stanze attigue sono da notare un magnifico armadio ed uno scrittoio, entrambi in radica, del Portaluppi.
Si può immaginare poi la signora Necchi in uno dei suoi eleganti abiti da pomeriggio o da sera scendere lo scalone, mentre si ammira il suo raffinato guardaroba, tutti capi di grandi firme,  conservato ancora negli armadi, con le borsette e i cappellini secondo il gusto dell'epoca... Si esce ancora immersi nel fascino di un mondo che non è più, un'oasi in pieno centro, parte integrante della storia e cultura della Milano di una volta, da non dimenticare...
Testo e Foto di
Grazia Paganuzzi
Il bagno con la vasca
La veranda affacciata sul giardino

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