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Recanati, dove risuonano ancora i versi del poeta

Su una delle ondulate colline marchigiane, sopra un promontorio, immersa nel verde, appare  Recanati, detta "Città della Poesia"
Un vicolo tra le vecchie case in mattoni color cotto, nel tipico stile locale, ci accoglie con i versi del Poeta, che qui ebbe i suoi natali: "Sovente in queste rive...seggo la notte; e sulla mesta landa, in purissimo azzurro veggo dall'alto fiammeggiar le stelle cui di lontano fa specchio il mare, e tutto di scintille mi gira..."(G.Leopardi).
Davanti al borgo è lo sconfinato ondeggiar di piante , foglie, giardini, dove nacque il suo "Infinito", dai versi intramontabili che ancor oggi paiono rieccheggiare portati dal vento: "...e come il vento... odo stormir tra queste fronde, quello infinito silenzio e questa voce vo comparando: e mi sovvien l'eterno
e le morte stagioni, e la presente e viva, e il suon di lei..."
palazzo  Leopardi
Recanati, la Piazzetta del Sabato del villaggio
Nella grande casa del padre, Monaldo, egli studiava quasi sempre, ma il suo spirito era ebbro di malinconia, sensibilissimo alla bellezza della natura che allora, ancora più rigogliosa, lo circondava,e contemplandola scriveva: "Io solitario in questa rimota parte alla campagna uscendo, ogni diletto e gioco indugio in altro tempo: e intanto ...mi fere il sol  che tra lontani monti dopo il giorno sereno cadendo si dilegua".E ancora con sentimento profondo e dolente: "Io gli studi leggiadri talor lasciando e le sudate carte, ove... di me si spendea la miglior parte...porgea gli orecchi al suon della tua voce, e alla man veloce che percorrea la faticosa tela.("A Silvia"), e così amava in silenzio, la bellezza della natura e la giovane fragile bellezza di lei, Silvia(in vita Teresa). Era un sentimento silenzioso, profondo, che non si poteva esprimere in altro modo.Il palazzo Leopardi, che fu costruito nel 1700, si affaccia sulla piazzetta del sabato del Villaggio ("La donzelletta vien dalla campagna in sul calar del sole...")
Giacomo Leopardi(1828-1867) nacque col morbo di Pok, che gli deformò lo scheletro. Divenuto adulto lasciò Recanati per viaggiare,  ma si ammalò  a soli 39 anni di tubercolosi asmatica e morì a Napoli, mentre era ospite di un amico.
Nella sua casa, oggi gli antichi ambienti della servitù sono divenuti parte della Biblioteca che gli studiosi possono venire a consultare. Avviata dal padre Monaldo e poi continuata dai successori, attualmente conta  20.000 volumi .
Giacomo a soli 14 anni imparò l'ebraico da autodidatta. Quando compi i 17 anni il suo precettore disse che non aveva più niente da insegnargli , perchè ne sapeva di più lui...Allora iniziò quel periodo di studio che chiamò "matto e disperatissimo."Egli aveva una memoria straorinaria, detta "eidetica": poteva infatti leggere sei libri al giorno ricordandoli tutti .La stanza che amava di più era quella di letteratura, giurisprudenza e filosofia, da cui  poteva vedere , quando si interrompeva, Silvia, ma la fanciulla purtroppo morì di tisi a soli vent'anni, lasciandolo profondamente addolorato. Quando dieci anni dopo, si ammalò di tisi anche lui, la ricordò dedicandole la celebre poesia ...
Piazza Giacomo Leopardi
La statua di Giacomo Leopardi
Giacomo aveva tre fratelli, Carlo e Paolina che non si sposarono a differenza di Pierfrancesco da cui deriva la discendenza che c'è tuttora. 
Quando i ragazzi studiavano nell'ultima sala, il padre sedeva alla sua scrivania controllandoli e periodicamente li sottoponeva a degli esami con domande scritte per verificarne la preparazione, chiamando amici e conoscenti ad assistere.
Usciti da pal. Leopardi, si torna indietro nel tempo lungo le strette vie all'ombra di palazzi quattrocenteschi e antiche chiese fino a quando si raggiunge l'ampia e ariosa piazza  Giacomo Leopardi, briosa e ricca di vita, dominata dal bel palazzo del comune porticato, la Torre Civica dell'Orologio, e al centro, la sua statua, dallo sguardo dolce, serio e contemplativo, così com'era in vita.
Su un lato del Palazzo comunale che abbraccia la piazza con la sua architettura a ferro di cavallo, si apre un luminoso scorcio sui dolci verdi colli,così ci si perde ancora una volta, prima di dare un ultimo saluto al Poeta, rievocando i celebri amati versi: " E il naufragar mi è dolce in questo mare..."(L'Infinito, G.Leopardi).
A pochi chilometri di distanza si trova il Santuario di Loreto,che ospita la Santa Casa di Nazareth dove visse la Vergine Maria, perchè qui la cultura sposa lo spirito...
Testo e foto di
Grazia Paganuzzi
Recanati
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